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Ex Voto

Tra le espressioni più antiche ed interessanti della fede popolare si collocano gli ex-voto, di cui quasi tutti i santuari d’Italia possiedono collezioni più o meno ricche. L’ex-voto generalmente consiste in una offerta fatta ad un Santo, in segno di riconoscenza per la grazia ricevuta.

Fra le raccolte di ex-voto degna di nota è senz’altro quella che si trova nel nostro santuario.
Si tratta di una rassegna iconografica di grande valore etnografico di facile lettura, che assolve la duplice funzione di comunicazione e di attestazione del “miracolo”, ottenuto per l’intercessione dei Santi Fratelli. Sono oltre mille i quadretti dipinti ad olio su tela, cartone, legno e specialmente lamiera, che appaiono in questa rassegna. I dipinti mostrano quasi tutti, oltre alla data, al nome del “miracolato” e alla descrizione del “miracolo”, la ricostruzione scenica di esso. I Santi sono raffigurati in tutte le tavolette, che narrano le circostanze in cui è avvenuto il miracolo. E’ in quest’arte ingenua, che si può ben definire naif, che si esprime la riconoscenza popolare.

I più antichi ex-voto si riferiscono alla fine dell’800 mentre i più recenti sono dei nostri giorni. E’ interessante constatare come, attraverso questi dipinti, si rivivono la storia, l’evoluzione dei tempi, il mutamento dei costumi, dell’abbigliamento, degli arredi.
Molti dei quadri sono stati dipinti, su commissione dei “miracolati” stessi o delle loro famiglie, da esperti artisti popolari, specie da quelli che hanno consuetudine con un’arte semplice ed ingenua, ma vivace, come quella dei carretti siciliano. Russo, Di Mauro, Torrisi sono “firme” ben note nella zona proprio per essere artefici di opere di una straordinara e realistica policromia. Spesso è proprio questa calda ingenuità a rendere più credibili gli ex-voto e la potenza dei miracoli, come ad avvalorare nel popolo il dono della Fede e lo spirito di riconoscenza.